WINTERSLEEP - Welcome to the Night Sky [LABWORK 2007]

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23. Feb. 2009, 21:46




I Wintersleep, band canadese formatasi nel 2001 hanno già una certa gavetta alle spalle avendo pubblicato tre album e avendo girato in lungo e largo fra festival e concerti esibendosi live e guadagnandosi sul campo la stima e l'amore dei loro fans.
Nel 2008 hanno anche vinto il Juno Award (Canada's Music Awards) come New Group of the Year e alcuni dei membri della band portano avanti progetti paralleli o collaborazioni come Holy Fuck o Hayden.
Il loro ultimo album Welcome To The Night Sky pubblicato nell'ottobre 2007, sarà distribuito in europa nel febbraio 2009 in concomitaza con il loro tour europeo. Questo fa ben sperare affinchè i Wintersleep raggiungano presto la fama che meritano anche qui in italia perchè questo disco è sicuramente uno dei più belli e coinvolgenti che mi è capitato di ascoltare negli ultimi mesi.


Prodotto da Tony Doogan (Mogwai, Belle & Sebastian e Super Furry Animals), "Welcome To The Night Sky" è un album viscerale che parla direttamente al cuore piuttosto che al cervello. Un disco immediato in cui melodia e ritmo hanno un ruolo primario e che si apprezza sempre più ascolto dopo ascolto. A un primo impatto può sembrare un classico album di ottimo indie rock, ma quando si comincia a metabolizzarlo rivela anche sfumature e dettagli che ne fanno decisamente qualcosa di più complesso e maturo.
Esattamente come nel titolo dell'album, è come guardare un cielo notturno in cui si vedono tante più stelle quanto più si guarda a lungo.
Il brano di apertura "Drunk on Aluminium" col suo respiro esitante ci introduce pian piano in un paesaggio emozionale di ampi spazi e di libertà disegnato da chitarre nitide e instancabili. A seguire "Archeologist" col suo tappeto ritmico reiterato e ossessivo è il vero brano di apertura e prelude alle sensazioni che, un brano dopo l'altro, si faranno sempre più vivide e luminose. Evidenti sono i riferimenti a gruppi come i Band of Horses o i Sunny Day Real Estate ma gli elementi ritmici, melodici e la voce vagamente stranita di Paul Murphy si mescolano fra loro in modo assolutamente personale come dimostra l'originale ballata "Weighty Ghost".
A pezzi più tirati, oscuri e cupi dal ritmo fortemente incisivo (Murderer) si alternano altri più dilatati in cui la melodia ricamata dalla voce potente di Paul Murphy è sostenuta da gioiosi coretti stile Rem (Astronaut). "Oblivion" lascia senza respiro per potenza del suono, energia e ritmo travolgente e poi si torna alla calma (apparente) di "Laser Beams" per chiudere con
"Miasmal Smoke & The Yellow Bellied Freaks": un muro di suono creato dalle chitarre potente e grandioso che esplode in vette epiche soltanto accennate nei brani precedenti.
Un album spettacolare da non perdere assolutamente.



http://www.myspace.com/wintersleepmusic

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