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  • Mercury Rev - Snowflake Midnight

    17. Okt. 2008, 10:50

    Mercury Rev - Snowflake Midnight




    La deriva ambient-elettronica è nitidissima, infatti la band nel periodo di letargo discografico, ha realizzato la colonna sonora per un film (“Bye Bye Black Bird”) cosa che decisamente ha influenzato l’approccio al nuovo disco. Le pulsazioni elettroniche, gli arrangiamenti ed il cantato però, avvolte si patinano un po’ troppo, quasi a ricordare nel bene e nel male certe sonorità 80’s.
    L’album si apre con “Snowflake In A Hot World”, pezzo che contiene in se l’intera essenza delle successivi brani; l’introduzione eterea ci proietta subito in uno scenario notturno-invernale, quasi ad evocare i fiocchi di neve che cadono di notte, per poi traghettarci verso un sound più cadenzato dove i ritmi e le tastiere di Jeff Mercel si materializzano quasi dal nulla concedendo all’intera struttura un tono sicuramente più deciso di chiara matrice elettronica, ricordando in alcuni punti, i Tangerine Dream di “Lily On Beach”.


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  • Calexico - Carried To Dust

    11. Okt. 2008, 14:49

    Calexico - Carried To Dust


    Sono preponderanti le influenze tex-mex, marchio di fabbrica della creatura di Burns e Convertino, si riafferma anche il cantato in spagnolo, anche se le polverose terre di frontiera sembrano essere colpite da un sole meno cocente e da atmosfere più pigre. Si amalgamano anche episodi che richiamano l’alt-country nudo e crudo quando tornano le melodie regolari e sinuose stile Whiskeytown. Un’alternanza che insinua qualche dubbio sulla volontà o meno di affrontare la musica in una direzione precisa, forse troppo in bilico tra il voler osare qualcosa di diverso e il timore di esserne inghiottiti. Li chiamano dischi di transizione questi, probabilmente più per comodità che per altro.

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  • Wovenhand - Ten Stones

    7. Okt. 2008, 17:19

    Wovenhand - Ten Stones


    Il diamante scuro è Woven Hand, creatura del peso massimo David Eugene Edwards (già leader dei 16 Horsepower, per quegli sciagurati che non lo sapessero), uno dei songwriters più incorruttibili e intensi che l’America abbia mai avuto. “Ten Stones” è la nuova, ennesima testimonianza del fervore artistico/mistico che anima la voce, le carni e lo spirito del devoto Edwards. L’elemento religioso è sempre lì, a impregnare le declamazioni del biondo artista, a costituire la spina dorsale del suo pensiero e delle sue visioni, mentre la musica guarda come al solito al folk americano delle origini rivisitandolo con un tocco personalissimo, senza dimenticare qualche rimando al post-punk più plumbeo: una miscela esplosiva.


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  • Frightened Rabbit - The Midnight Organ Fight

    6. Okt. 2008, 15:35

    Frightened Rabbit-The Midnight Organ Fight


    Scott Hutchinson ha una voce melodiosamente storta, acida, tanto sgraziata da fare un giro ubriaca su stessa prima di ritornare a percorrere binari che portano dritti all’emozione pura. “Midnight Organ Fight” è un album senza tante moine, duro, diretto, veloce, straripante di quell’energia giovane che abbatte i muri e scala le montagne senza un senso preciso. Canzoni da antologia vorticano con occhi umidi e sangue caldo, da adolescenti impaurite diventano donne affascinanti grazie all’impeccabile produzione di Peter Katis, deus ex machina di Mercury Rev, Interpol e The National.




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