Complice un’imbarazzante errore nell’annunciare gli orari delle esibizioni, maledico la Live dannata e arrivo in tempo per gustarmi soltanto l’ultimo pezzo in scaletta dei The Ocean, band multiforme che apprezzo molto su disco e che mi incuriosiva non poco sul versante live. Suonano compatti, decisi e robusti, e la resa sonora è esplosiva. Il loro contorto post-core abrasivo e articolato è affascinate e rabbioso, ma una decina di minuti sono davvero pochi per accontentarmi. Spero tuttavia in uno show futuro in cui poterli assaporare per intero o almeno in un qualche strumento da tortura con cui potermi vendicare.
Rapido cambio e il palco ospita i riformati Cynic. La compressa complessità dei loro brani esige un ascolto attento e meticoloso, ed è facile perdersi tra le contorsioni inumane di Sean Reinert. Non posso dire di essere un estimatore né di Focus né del fresco Traced in Air, e principalmente per questo la show mi è apparso un po’ ostico. …